martedì 24 novembre 2009

Gli Antichi Egizi avevano un cuore moderno


I fattori di rischio moderni non bastano a spiegare le malattie cardiovascolari


È facile puntare il dito contro lo stress e la cattiva alimentazione quando si tratta di malattie del cuore. Lo afferma una ricerca condotta da un gruppo di medici americani ed egiziani, i quali hanno deciso di analizzare lo "stato di salute" di alcune mummie egizie.
La scoperta che hanno fatto è stata sorprendente: anche gli Antichi Egizi soffrivano di arteriosclerosi, l'indurimento delle arterie che finora sembrava appannaggio esclusivo degli uomini moderni.
I ricercatori hanno esaminato una ventina di mummie del Museo di antichità egiziane del Cairo e nel 30% dei casi ha riscontrato tracce di problemi cardiaci, in particolare di arteriosclerosi.
Lo studio è stato effettuato in collaborazione fra l'Università della California e alcuni ospedali americani ed egiziani, e i suoi risultati sono apparsi sul Journal of the American Medical Association.
La ricerca fa vacillare la certezza ormai acquisita che i problemi di carattere cardiovascolare siano riconducibili esclusivamente a fattori di rischio tipici della nostra epoca moderna, se si pensa che gli Egizi non conoscevano il fumo, avevano un'alimentazione sicuramente ricca grazie alle loro attività agricole, ma non caratterizzata dai grassi come la nostra, e infine avevano un'attività fisica di certo superiore alla nostra.
Il dottor Gregory Thomas dell'Università della California, che ha coordinato la ricerca, invita quindi in futuro se stesso e i suoi colleghi a guardare al di là delle certezze acquisite in questo campo: “Non possiamo dire se queste mummie siano morte per l'arteriosclerosi, ma sicuramente abbiamo confermato che molte di esse ne soffrivano. Questo significa che anche gli uomini antichi avevano la predisposizione genetica e i fattori ambientali atti a promuovere lo sviluppo delle malattie cardiache. Ciò suggerisce che dovremmo guardare oltre i fattori di rischio moderni quando studiamo le malattie cardiovascolari e vogliamo capirne le cause”.

http://italiasalute.leonardo.it/Cardiologia.asp

Andrea Piccoli



fonte:italiasalute.leonardo.it

Archeologia: scoperta un’ “Atlantide” di 5000 anni fa


Novembre 23, 2009

Una tranquilla spiaggia della Grecia: così si presenta oggi Pavlopetri, sulle coste della Laconia, all’estremità meridionale del Peloponneso. Eppure, ad appena una cinquantina di metri dalla costa, custodisce un segreto che si sta svelando popo a poco: si tratterebbe, infatti, della città sommersa più antica del mondo! Siamo ben lontani dall’Inghilterra, ma, proprio dal Regno Unito, dall’Università di Nottingham, è partito quest’anno un team di archeologia guidati da Jon Henderson, professore associato presso il Dipartimento di Archeologia. Assieme a colleghi greci della Soprintendenza per le ricerche Sottomarine, guidati da Elias Spondylis, sono ritornati sui passi dell’oceanografo britannico Nicholas Flemming, che, negli anni Settanta, qui aveva individuato, armato di semplici pinne e boccaglio, una città sommersa. Apparve subito chiaro che si trattava di una città vera e propria, con tutto quello che si aspetterebbe di trovarvi: strade, abitazioni private, edifici pubblici, tombe. Le rovine erano già allora estese su un’ampia superficie e si datavano all’epoca micenea. Ora, armati di nuove tecnologie, tra cui il sonar, gli archeologi subacquei hanno dato il via a un nuovo programma che, fondi permettendo, si annuncia di durata perlomeno quinquennale.

Ancora più grande

La prima campagna, come era ovvio attenders, è stata di indagini preliminari: ricognizione e rilievi. Eppure le aspettative non sono state deluse, nemmeno in questa primissima fase. Innanzitutto si è potuto stabilire che l’insediamento era ben più esteso di quanto finora creduto, dal momento che la superficie oggetto delle ricognizioni è notevolmente aumentata: 9000 mq in più nella sola campagna del 2009, su un sito la cui estensione totale è pari a ben 30-40.000 mq. Si è poi potuto individuare un edificio, probabilmente di tipo pubblico, dalla lunghezza di 35 metri circa: andrebbe caratterizzato come megaron, cioè come edificio in cui aveva sede (e forse abitava) il gruppo sociale emergente. E ancora, i numerosi rinvenimenti ceramici recuperati (oltre 230 frammenti, in questa prima campagna), che risalgono anche alla Prima età del Bronzo, permettono di riportare all’indietro di almento 1200 anni la datazione dell’occupazione del sito: non più, quindi, una città micenea, ma un insediamento che risale almeno all’età minoica.

La rete dei traffici commerciali

“Questi sito offre opportunità rare e importanti, poichè non è stato mai rioccupato e quindi rispecchia un istante congelato del passato”, ha commentato Spondylis: insomma, una specie di piccola Pompei sottomarina. Inoltre, “dal momento che si tratta di un insediamento portuale, l’analisi dei rinvenimenti permetterà di studiare le modalità secondo cui si praticava il commercio marittimo durante l’età del Bronzo”, ricorda Henderson. Pavlopetri offre anche la possibilità di studiare un nuovo insediamento, dunque, che poteva aver sviluppato traffici marini a media e lunga distanza. Ma ora gli archeologia si domandano perchè questa città sia stata sommersa dalle acque, forse anche parecchio tempo dopo essere stata abbandonata. Nel tentativo di rispondere a tale quesito, gli oceanografi dello Hellenic Centre for Marine Research, sotto la direzione di Dimitrisi Sakellariou e in collaborazione con Nicholas Flemming, effettueranno indagini geologiche nella zona, alla ricerca dell’antica linea di costa e delle cause dello spostamento delle sabbie: fu uno tsunami a mutare l’aspetto delle coste? Oppure si trattò di subsidenza, vale a dire dell’abbassamento del terreno provocato dal compattamento degli strati sottostanti? O ancora, la città fu coperta dalle acque in seguito all’innalzamento del livello marino? Per questa piccola, grande Atlantide del Mediterraneo restano dunque molte risposte da trovare.

Articolo scritto da Valentina Di Napoli e apparso sul mensile “Archeo Anno XXV Numero 11 (297) Novembre 2009″

All’interno del mensile altre foto subacquee delle operazioni di scavo


fonte:centroufologicotaranto.wordpress.com

lunedì 23 novembre 2009

Intervista esclusiva di Naturalia.net a JHON A. THOMAS che ha realizzato insieme al professor Searl il S.E.G.


1 Nov 2009

John R. R. Searl e il SEG

Nel 1946 il professor Searl mise in pratica le visioni avute durante una serie di sogni che ebbe da ragazzo realizzando un prototipo di un particolare apparecchio che denominò S.E.G. (Searl Effect Generator).

In breve, questo apparecchio è costituito da una serie di tre anelli in cui vi sono dei rulli che ruotano intorno. Questo movimento rotatorio è generato da una componente magnetica la quale inoltre è in grado di generare una gran quantità di energia elettrica.

Quando è in “movimento” l'apparecchio produce un campo gravitazionale che, respingendosi reciprocamente con quello della Terra, permette all'apparecchio di sollevarsi da terra come una specie di disco volante (dato che la forma è proprio quella di un disco). Durante uno dei primi esperimenti questo velivolo raggiunse un grado di carica elettromagnetica tale da farlo letteralmente schizzare in orbita per poi sparire nel vuoto.

Dopo questo fatto il prof. Searl mise a punto diversi sistemi per poter controllare meglio i comportamenti dell'apparecchiatura nonché i risultati in termini di rilascio di energia. I risultato non tardarono a manifestarsi tanto che i suoi prototipi erano in grado di surclassare (in termini di prestazioni) qualsiasi velivolo allora mai costruito.

Come purtroppo spesso accade, nei confronti di studiosi, sperimentatori d'avanguardia con idee “rivoluzionarie” viene messo in atto dalle istituzioni un vero e proprio ostracismo nel loro confronti e, in alcuni casi si è arrivati addirittura a mettere a tacere queste “voci” eliminandole fisicamente. Nel caso del prof. Searl si è arrivati all'arresto con una pretestuosa accusa di furto di energia elettrica dato che lo stesso aveva installato un SEG nella propria abitazione per produrre da sé l'energia di cui abbisognava (in questo caso il SEG funge da vero e proprio apparecchio per la produzione di free-energy).

In seguito le “autorità” pensarono bene di far sparire bruciandolo tutto il materiale (progetti, attrezzature, fotografie, ecc.) accumulato da Searl, comprese tutte le prove sperimentali e le verifiche. Il professore si ritrovò così nella situazione di dover ricominciare tutto daccapo. Pochi giorni dopo anche la sua casa fu distrutta da un incendio “fortuito”.

A seguito di ciò il professor Searl decise che la cosa migliore fosse di rendere pubbliche le sue ricerche in modo tale che le autorità non possano nascondere oltremodo questo genere d'informazioni.

Quella che segue è l'intervista rilasciata in esclusiva a Naturalia.net dal collega e portavoce del prof. Searl, John A. Thomas.

ITALIANO (tadotto dall'originale in inglese)
INTERVISTA A JOHN A. THOMAS


Cosa significa la sigla S.E.G?
S.E.G. è la sigla di Searl Effect Generator (da: John Searl, l'inventore del SEG).

Come è possibile che questo apparecchio sia in grado di volare?
Il S.E.G. in azione sviluppa un campo di gravità quando è influenzato da un carico elevato (carico equivale a resistenza elettrica). Questo fa sì che esso possa effettivamente volare.

Quali materiali sono necessari per la costruzione del S.E.G?
Per il S.E.G. sono indispensabili 4 materiali. Essi sono:
1. Materiali delle terre rare. Qualsiasi materiale delle terre rare funzionerà, tuttavia, abbiamo scelto il Neodimio perché è il più conveniente.
2. Uno strato semiconduttore con carica negativa.
Altri materiali di cui uno di questi è il TEFLON.

Cosa si avverte nell'interno del veivolo?
Il veicolo ha al suo interno un sistema che protegge i passeggeri. L'intero sistema è protetto dal campo di forza che viene generato quando è in volo e che circonda l'intero apparecchio.

A che velocità si muove il veicolo?
Può volare a migliaia di miglia/ora (oltre 1000Km/h) nell'atmosfera superiore. Nello spazio la velocità massima è di 185,750 miglia per secondo (circa 299 Km/secondo).

Quali sono le dimensioni ed il peso?
Può essere fatto di qualsiasi forma e dimensione. Più grosso più è costoso.
Pesa diverse tonnellate a motore spento ma non pesa niente quando il motore è attivo.

Cosa accade quando il campo magnetico prodotto viene a contatto con persone o oggetti?
Le persone all'interno del velivolo sono protette da uno scudo protettivo. Ma se una persona tocca l'apparecchio mentre è attivo può ricevere una forte scossa che può anche essere fatale: esso produce milioni di volts intorno al suo perimetro.

Cosa accade nell'ambiente circostante?
L'ambiente circostante non è colpito, il campo magnetico si estende a poco distanza dal veicolo.
Esso non può neppure essere intercettato dai radar perché il campo magnetico assorbe le onde intercettabili dai radar.

I campi magnetici prodotti sono dannosi?
L'IGV (il velivolo vero e proprio) deve essere costruito secondo le indicazioni e le dimensioni specificate, se viene costruito così, non ci saranno effetti dannosi. Il campo magnetico non si estende a gran distanza dal veicolo.

È possibile sfruttare le funzioni del S.E.G. per costruire un generatore di elettricità per la casa?
Si, il S.E.G. è progettato per fornire energia elettrica alla casa e ad un'automobile.

Se è possibile, qual è, indicativamente, la spesa da sostenere?
Il costo del S.E.G. non è stato determinato, tuttavia riteniamo siano stati spesi circa 10.000 $ per la costruzione dei primi apparecchi. Non c'è nessun costo supplementare per costruire il generatore.

Quanti Kw produce un S.E.G.?
Noi stiamo progettando un'unità che produce 20 KW.

Cosa accadrebbe se ognuno di noi usasse il S.E.G.?
Questo non può accadere in breve tempo. Ci vorrà parecchio tempo sino a quando tutti ne possederanno uno. Il S.E.G. ti rende libero dalla dipendenza dalle società di servizi energetici (corrente, riscaldamento, ecc.). Il proprietario avrebbe energia elettrica per una vita intera senza alcun interruzione.

Come mai queste informazioni vengono tenute nascoste dai governi?
Sfortunatamente le grosse società petrolifere hanno un grande potere sulle decisioni dei governi e sull'economia di tutto il mondo. Loro fanno in modo che il S.E.G. non venga mai conosciuto.

Può spiegare ai nostri utenti come mai il Prof. Searl è stato INGIUSTAMENTE imprigionato?
John Searl è stato imprigionato senza una causa vera, è stato accusato di aver utilizzato l'energia dal suo generatore invece che quella fornita dalle grosse multinazionali. Lo hanno anche accusato di furto (di energia elettrica) ma non possono provare una cosa del genere.

Può spiegare, in breve, le seguenti teorie?

- Antigravità
L'antigravità è quando un campo di gravità viene attirato verso la terra. L'IGV possiede un suo campo di gravità che viene respinto da quello terrestre. Ciò accade perché due campi magnetici si respingono.

- Campi magnetici ad alto voltaggio
L'alto voltaggio crea un campo magnetico. Il campo varia a seconda della frequenza che viene generata.

- Effetto magnetico
L'effetto magnetico viene prodotto dall'anello e dai segmenti rotanti. Il magnete è impresso con un numero di campi. Alcuni campi sono in D.C (corrente continua) ed altri A.C (corrente aternata).Questo modello abilita i segmenti rotanti che cominciano a muoversi sugli anelli del S.E.G..

- Moto perpetuo
Nessun altro macchinario possiede questa caratteristica. Il S.E.G. è stato costruito per essere il più veloce in assoluto, di qualsiasi altra apparecchiatura esistente al mondo. È la cosa più simile al moto perpetuo.

- Inattività
Il motore del S.E.G. o IGV non si ferma MAI a meno che non venga forzatamente bloccato da un campo magnetico esterno che produca una frequenza corretta. Quando il generatore si fermerà non verrà prodotto alcun effetto secondario.

- Ionizzazione
Esiste una connessione fra ionizzazione e S.E.G.. Gli effetti sono resi visibile solo con l'IGV, perché creando una tensione altissima provoca una ionizzazione e fotoni (scie luminose) emessi dal veicolo.

- Propulsione
La propulsione dell'IGV è il campo speciale che viene prodotto dal veicolo. Il controllo della direzione viene prodotto inviando il campo verso l'inizio o la fine, il fondo oppure il bordo del veicolo attraverso l'ausilio di un interruttore.

Vuole aggiungere qualcosa?
La tecnologia sia basa sulla legge del quadrato , inventata dal prof. Searl in gran Bretagna, i libri sulla legge del quadrato, videocassette o DVD possono essere acquistati nel nostro sito Internet.

Può indicare ai nostri utenti alcuni recapiti per mettersi in contatto con lei?
Il mio indirizzo e-mail è: -email-

Vuole indicare ai nostri utenti alcuni libri e/o DVD che spiegano le funzioni del S.E.G.?
L'intera lista dei libri e DVD potete trovarli sul nostro sito SEARLEFFECT.COM

Grazie, arrivederci.


IN ORIGINALE (ENGLISH)

Good morning Mr Jhon Tomas,
What does S.E.G mean?
S.E.G. stands for SEARL EFFECT GENERATOR

As it is possible that the instrument is able to fly?
The S.E.G. will develop a gravity field of it?s own when it is under a heavy load. (Load equals Electrical Resistance)

Which materials are you necessary for the construction of the S.E.G?
The S.E.G. is made from 4 materials. They are
1. A rare earth material.
Any of the rare earths will work but we use Neodymium because it is the cheapest.
2. A semiconductor layer that is negatively charged. One material would be Teflon.

What is it warned inside the aircraft?
The inside of the vehicle has a life support system to protect the passengers. This entire system is also protected by the force field that surrounds the craft when in flight.

To that speed flies the aircraft?
The craft is called an INVERSE-G-VEHICLE. The craft can fly thousands of miles per hour in the upper atmosphere. In space the maximum speed of the craft is 185,750 miles per second.

Which are the dimensions and the weight?
The craft can be made to any size desired. The larger the craft ? the more costly to build. The craft will weigh tons when its engine is at idle and will weigh nothing when the engine is fully engaged.

What happens if the magnetic field that produces the aircraft is to contact with people or objects?
The people on board the craft will be protected by shielding. If a person touched the outer perimeter of the craft while it was energized, the person would get a severe, or fatal shock as the craft produces millions of volts at the perimeter.

What does it happen in the surrounding environment to the aircraft?
The surrounding environment is not affected. The field of the craft extends a short distance from the outer skin. The craft cannot be seen on radar as it absorbs the radar waves.

The fields magnetic products are harmful?
The IGV must be built to specific dimensions according to the squares. If it is built this way, there will be no ill effects inside the craft. Outside the craft the field does not extend too far from the craft.

Is possible to use the functions of the S.E.G to produce electric energy in a house?
Yes, The S.E.G. is designed to power a home or an electric automobile.

If possible, how much would it be, approximately, the expense to be sustained?
The cost of the S.E.G. has not been determined. We estimate that the cost for the first ones would be approximately $10,000. There is no additional cost to run the generator.

How much is Kw produced by the S.E.G?
We plan to build a unit that delivers 20 KW.

What would it happen if everybody we used the S.E.G?
This could not happen fast. It will take time to get them to all those who would want one. The S.E. G. give the owner freedom. He would have power for his entire life without any interruptions.

Because these information are held hidden from the governments?
Unfortunately, large oil companies hold a grip on the governments and economies of all countries of the world. Many like it like that and do not want the S.E.G. to come out to the world.

Can you explain to our consumers because you has unjustly been imprisoned?
John Searl was imprisoned without a formal charge for using electricity from his generator rather than from the power company. He was accused of stealing power but they could never prove that.

Can you explain, shortly, to our consumers the following theories?

- Antigravity
Antigravity would be a field that was attracted to the earth which has its own gravity field. The IGV produces a GRAVITY field of its own which is repelled from the earth?s gravity. This happens because like fields repel.

- Electrical fields to tall voltage
High Voltage electrical discharge will generate a field. The field will vary according to the frequency that is used to generate it.

- Magnetic effect
The Magnetic effect comes from the ring and roller segments of the SEG. The magnet is printed with a number of fields. Some fields are straight D.C. fields and some are A. C. fields. This omplex pattern enables the rollers to begin moving on the rings of the S.E.G.

- Perpetual motion
There is no such thing. The SEG is estimated to run longer than any other machine built by man. It is the closest thing to perpetual motion.

- Inactivity
The engine of the SEG or the IGV never stops unless it is forcibly stopped using an external magnetic field generator of the correct frequency. When not under load, the generator will just spin with no effects.

- Ionization
There is some ionization connected with the IGV and the SEG. The effects of ionization would only be seen on the IGV as there is a very high voltage generated and this would cause ionization and photon discharge from the craft.

- Propulsion
The propulsion of the IGV is the special field produced by the craft. The direction control is accomplished by sending the field to either the top, bottom or edge of the craft with swiches.

Does you want to add something?
This technology is based on The Law of the Squares that was invented by Prof. John R. R. Searl of Great Britain. The books on the Law of the Squares and video tapes and DVD?s can be purchased on our web site: SEARLEFFECT.COM

Can you point out to our consumers some you deliver for putting on in contact with you?
My e-mail address is -email-

Can you point out books to our consumers end/or video that you show the functions of the S.E.G?
All our books are listed under the title of the Company Store on our web site.

Thanks.

Sincerely, John A. Thomas


Stefania Del Principe Luigi Mondo


fonte:naturalia.net

Marte, si cerca di liberare Spirit

Il rover e' incagliato nella sabbia e fortemente inclinato
19 novembre, 17:18

(ANSA) - ROMA, 19 NOV - Da lunedi' si sta tentando una difficile manovra per liberare le ruote del rover della Nasa Spirit, incagliato nella sabbia su Marte. Oggi i tecnici del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa prevedono di trasmettere a Spirit nuovi comandi per liberare le sei ruote del rover, fortemente inclinato. Che sarebbe stata una manovra lunga e difficile la Nasa lo sapeva molto bene e non c'e' grande ottimismo sulle probabilita' di successo, ma comunque si tenta.


fonte:ansa

Sahara: trovati strani coccodrilli

Resti di animali preistorici risalgono a 100mln di anni fa
19 novembre, 18:19

(ANSA) - ROMA, 19 NOV - In quello che oggi e' il deserto del Sahara 100 mln di anni fa c'era un mondo perduto popolato da coccodrilli dalle sembianze particolari. Gli animali camminavano come mammiferi quadrupedi e sapevano nuotare agilmente: lo testimoniano cinque fossili di coccodrilli rinvenuti da scienziati Usa nel corso di esplorazioni nel Sahara, dalle sembianze del tutto dissimili da quelle dei coccodrilli di oggi. Uno, ad esempio, aveva i denti come zanne di cinghiale, un altro il muso a becco d'anatra.


fonte:ansa

Ritrovati dita e denti di Galilei

Recuperati fortunosamente da collezionista che acquista ampolla
20 novembre, 18:03

(ANSA) - FIRENZE, 20 NOV - Due dita e un dente, asportati dalla salma di Galileo Galilei nel 1737, sono stati fortunosamente ritrovati da un collezionista.

Il quale ha acquistato all'asta un'ampolla di vetro contenente i tre reperti. Il ritrovamento e' stato reso noto dalla Soprintendenza del polo museale fiorentino. Dopo le analisi del dna i reperti verranno sicuramente attribuiti e presentati al pubblico. A tagliare le due dita ed estrarre il dente fu l'archiatra di Santa Maria Nuova Gualtieri.


fonte:ansa

domenica 22 novembre 2009

La misteriosa belva del Gevaudan

venerdì, 21 agosto 2009

Una delle fantasiose raffigurazioni della belva

Una mattina di un giorno imprecisato, nel periodo tra aprile e giugno del 1764, una ragazza che passeggiava tranquillamente in un bosco nei pressi del Gevaudan, area del meridione della Francia si imbattè in una misteriosa creatura, che tentò di aggredirla. L'animale assomigliava ad un vitello, era coperto da una fitta peluria nera, aveva gli occhi rossastri e due grossi canini che sporgevano dalla mandibola. La ragazza fu fortunata, perchè l'animale venne messo in fuga da alcuni bovini impauriti, e la stessa se la cavò con un grosso spavento e con alcune ferite superficiali, dovute ai robusti artigli della belva. La sua descrizione dell'avvenimento non creò grossi scompigli; qualcuno giudicò esagerate le dimensioni e la descrizione della belva, che venne ritenuta un parto della fantasia della ragazza; erano tutti convinti, gli abitanti di Langogne, che si trattasse di un grosso lupo, uno dei tanti che si aggirava in cerca di facili prede ai margini del bosco. Tuttavia molti dovettero ricredersi quando, nei giorni successivi, una ragazzina venne ritrovata sbranata da quella che sembrava la copia della belva descritta dalla prima vittima. Ben presto gli attacchi del misterioso animale si moltiplicarono; ragazze, bambini e donne che portavano a pascolare il loro bestiame, vennero assaliti, e sbranati senza pietà.

La belva in azione, disegno dell'epoca

I loro corpi, orrendamente straziati, vennero rinvenuti in vari posti del Gevaudan, e ben presto la psicosi del mostro si diffuse in tutta la zona; ma nonostante la maggior prudenza adottata, nonostante il maggior controllo da parte di gruppi di volontari, che si unirono per pattugliare la zona, gli attacchi continuarono, mietendo un numero imprecisato di vittime. Il re di Francia, Luigi XV, decise di inviare sul posto uno squadrone di dragoni, con il compito di eliminare la belva; nel frattempo i pochi signori locali avevano più volte incrociato la misteriosa belva, senza tuttavia riuscire mai ad abbatterla. Il comandante dei dragoni, Duhamel, organizzò grandi battute di caccia, forte dell'aiuto di oltre 400 volontari; il risultato non fu quello sperato, perchè la belva, sospettosa e in qualche modo furba, sembrava avere un diabolico sesto senso, che le permetteva di sfuggire tutte le trappole tese. Duhamel ebbe la ventura di incrociarla solo per pochi istanti, senza avere il tempo nemmeno di imbracciare il fucile. Ne dette una descrizione sommaria; era, disse, “una specie di ibrido, ma non un lupo” Il risultato della battuta di caccia, alquanto deludente,convinse Duhamel a tornare a corte.

Illustrazione ricavata da testimonianze dell'epoca

Nel 1765 Luigi XV cambiò tattica, e inviò nella zona un famoso cacciatore di lupi, d'Enneval, che rastrellò i boschi e le campagne, uccidendo 75 lupi, fra i quali però, ancora una volta, spiccava l'assenza della preda più ambita. Che continuò a terrorizzare gli abitanti della zona; un ragazzino, che la incontrò, si salvò grazie al suo eccezionale sangue freddo. Armato semplicemente di una baionetta, con la'iuto di alcuni amici, riuscì a metterla in fuga. Nella primavera di quell'anno tre fratelli, tutti cacciatori, colpirono, probabilmente a morte, un gigantesco lupo che stava per attaccare un ragazzo. La belva, colpita, sparì nei boschi, lasciando dietro di se una scia di sangue.

I cacciatori del Re uccidono la belva

La mancanza di un corpo creò una specie di mito attorno alla belva; erano molti coloro che credevano che fosse dotata di poteri sovrannaturali, oppure che possedesse una specie di istinto magico. Ancora una volta la caccia si interruppe, e d'Enneval tornò anche lui a corte con le pive nel sacco. Re Luigi ricorse allora al miglior archibugiere del regno, Francois Antoine de Beauterne e asuo figlio, che portava l'identico nome. I due, forti di una compagnia formata da 15 guardacaccia tra i più famosi del regno di Francia, da una muta enorme composta da 40 cani da fiuto e da 5 mastini d'attacco, cani micidiali in grado di afferrare una preda senza mai più lasciarla, arrivarono nel Gevaudan. E i risultati si videro subito; Rinchard uno dei guardacaccia, uccise un enorme lupo nero, ma fu Francois Antoine a colpire una bestia mostruosa con 1colpo di una speciale spingarda che conteneva la carica di 5 normali archibugi.

La più fedele tra le raffigurazioni della belva

La bestia era impressionante: alta più di 90 cm, era lunga dal cranio alla coda quasi due metri. La questione sembrava risolta, e de Beauterne tornò a corte convinto di aver risolto il problema; lo attendeva la gratitudine del re, oltre alla colossale taglia che lo stesso aveva messo sulla belva. Tutto sembrava risolto, ma in realtà fu solo nel 1767 che si mise la parola fine alla strana storia; dopo altri attacchi isolati, un certo Chastel abbattè un altra bestia dalle grandi dimensioni. Il corpo di quest'ultima venne sezionato, e si potè stabilire che era a tutti gli effetti un canide, quindi non un felino. Aveva 42 denti, come i canidi; Chastel portò il corpo a Parigi, a corte, sperando in una lauta ricompensa. Ma il re rifiutò ogni elargizione in denaro, ritenendo l'unica belva del Gevaudan quella uccisa da de Beauterne. Il corpo della bestia, che tra l'altro era stato sommariamente imbalsamato e altrettanto sommariamente conservato e trasportato fu distrutto dietro ordine esplicito del re.

La belva nell'immaginario collettivo

Dall'analisi della cronistoria dei fatti appare evidente come nel caso della belva del Gevaudan non si possa parlare di un solo esemplare ma di una famiglia di almeno tre bestie. Animali probabilmente divenuti aggressivi anche nei confronti dell'uomo, e che vennero sterminati tutti come dimostra il fatto che dopo il 1767 la storia non riporta più annotazioni relative ad altri attacchi.

Di che animali si trattasse è difficile dirlo; forse erano davvero lupi mutati geneticamente da condizioni assolutamente straordinarie. Come risulta dall'autopsia dell'esemplare ucciso da Chastel, si trattava sicuramente di un canide, anche se particolarmente sviluppato; quindi sono da escludere le fantasiose teorie relative a Tigri del Caucaso scampate all'estinzione, proprio per la particolare dentatura tipica dei canidi, differente da quella dei grossi felini. E' probabile che le tre bestie altro non fossero che appartenenti ad un ceppo affetto da acromegalia, una malattia che provoca una crescita abnorme del cranio e degli arti.

Naturalmente, nel corso dei secoli successivi, non sono mancati i fautori delle teorie più strampalate; c'è chi ha suggerito la mano dell'uomo, dietro l'ondata di morti, una specie di serial killer ante litteram; chi ha suggerito l'ipotesi di un uomo della preistoria coperto da una pelliccia di lupo che andava a caccia di qualsiasi cosa e che difendeva il suo territorio; altri ancora una congiura reale, come suggerito poi in un fortunato film dei nostri tempi, Il patto dei lupi.

Luigi XV, Re di Francia all'epoca dei fatti

Il risultato finale, comunque, lasciò come triste eredità la conta dei morti: assolutamente parziale e provvisoria, perchè Luigi XV ad un certo punto applicò una rigida censura sulle morti, per evitare un'ondata di panico e sopratutto per limitare le accuse di inefficienza.

Secondo le stime ufficiali, i morti furono 116, su un globale di circa 300 attacchi; probabilmente la cifra più veritiera è da attestare sui 170- 180 morti.

Una cifra davvero impressionante, per delle comuni bestie.


Postato da PaulTemplar


fonte:misteriemisteri.splinder.com