venerdì 23 ottobre 2009

Forse una caverna sotterranea sulla Luna, by Kaguya-Selene


giovedì 22 ottobre 2009

Pubblicato da Sergio



NEWS SPAZIO :- I ricercatori della missione giapponese Kaguya-Selene analizzando i dati inviati dalla sonda hanno scoperto sulla superficie lunare qualcosa di estremamente particolare. Si tratta di un... buco!

Probabilmente è di una caverna che si sviluppa nel sottosuolo, magari di lontanissima origine vulcanica.

Gli scienziati Junichi Haruyama, Kazuyuki Hioki, Motomaro Shirao, Tomokatsu Morota, Harald Hiesinger, Carolyn van der Bogert, Hideaki Miyamoto, Akira Iwasaki, Yasuhiro Yokots, Makiko Ohtake, Tsuneo Matsunaga, Seiichi Hara, Shunsuke Nakanotani e Carlé Pieters hanno descritto la scoperta in un articolo dal titolo "Possible lunar lava tube skylight observed by SELENE cameras" in stampa su Geophysical Research Letters.

E' la prima volta che viene identificata una struttura del genere sul suolo lunare. Questo "buco" è localizzato nel complesso vulcanico delle Marius Hills, a sud dell'Oceanus Procellarum, nella parte ovest della faccia visibile della Luna.


Sono state riprese varie immagini, sia con la Terrain Camera (cinque) che con il Multi-band Imager (quattro) di Kaguya. Da queste il team di ricercatori hanno dedotto che il buco è più fondo che largo, impossibile quindi che si tratti di un cratere da impatto.
Esso è quasi circolare ed il suo diametro è approssimativamente di 65 metri, troppo piccolo per essere identificato dalle precedenti missioni lunari. L'immagine qui sotto mostra infatti una foto della sonda americana Lunar Orbiter IV del 1967. L'area all'interno del piccolo rettangolo bianco è quella analizzata da Kaguya-Selene.


Le riprese fatte da Kaguya-Selene hanno consentito ai ricercatori di stimarne anche la profondità, risultate essere circa 80-88 metri, con pareti molto ripidi. Si ritiene inoltre che sul fondo possa esservi una caverna con almeno 370 metri di ampiezza.

Se così fosse si tratterebbe di una scoperta importante sia per gli studi sulla vulcanologia lunare che per i futuri avamposti umani sulla Luna. La regione Marius Hills è infatti un target di esplorazione molto importante.


Certo una base sotterranea offre una naturale protezione dalle radiazioni e dalle escursioni termiche che si hanno sulla superficie.

Ad ogni modo questa regione è anche nella lista dei siti di esplorazione della sonda NASA LRO, in orbita intorno al nostro satellite ad appena 50 Km di altitudine. Essa potrà certamente fornire maggiori dettagli ed immagini a più alta risoluzione della zona. Neanche a dirlo che le aspettiamo con ansia, vero?

fonte dati:planetary.org



fonte:newsspazio.blogspot.com

Scoperte galassie a oltre 10 miliardi di anni luce dalla Terra


Venerdì 23 Ottobre 2009

ROMA (22 ottobre) - Un gruppo internazionale guidato dall'italiano Stefano Andreon ha scoperto il più lontano ammasso di galassie mai osservato: si trova a oltre 10 miliardi di anni luce dalla Terra. La scoperta è in corso di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics

Collaborazione con Gb. L'ammasso di galassie, chiamato JKCS041, ha battuto di almeno un miliardo di anni luce il record precedente. Andreon, dell'osservatorio di Brera dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ha utilizzato il telescopio a infrarossi United Kingdom Infrared Telescope. La conferma definitiva è arrivata da osservazioni fatte successivamente con il telescopio spaziale Chandra della Nasa.

L'ammasso si trova a circa 10,2 miliardi di anni luce dalla Terra. È un gigantesco agglomerato di galassie, gas e materia oscura, tenuti insieme dalla forza di gravità. Oggetti come questo, secondo i ricercatori, sono fra i più massicci cosmici e si ritiene che la loro aggregazione abbia richiesto un lungo periodo di tempo dall'istante del Big Bang dal quale è nato l'universo. L'ammasso JKCS041 si è formato quando l'universo era ancora molto giovane e aveva appena un quarto della sua età attuale.

«Essere riusciti a individuare un oggetto così distante - commenta Andreon - ci dà la conferma che i nostri metodi funzionano. Ed è un importante incentivo per le future missioni dedicate alla ricerca di ammassi remoti di galassie». Secondo Andreon, che ha condotto la ricerca con Ben Maughan (università di Bristol), Ginevra Trinchieri (osservatorio Inaf di Brera) e Jaron Kurk (Istituto Max Planck), «la semplice esistenza di JKCS041 è la più chiara dimostrazione del fatto che ancora non abbiamo raggiunto i confini dell'universo conoscibile».

Grazie a questa scoperta, aggiunge, «siamo venuti in possesso di un'informazione cruciale per studiare gli ammassi primordiali: sappiamo dove puntare i telescopi». Il nuovo ammasso «ci mette infatti a disposizione - conclude - un'intera popolazione di galassie risalenti a epoche molto antiche: galassie con un'età corrispondente ad appena un decimo di quella attuale, e a circa la metà di quella delle galassie presenti nell'ammasso che deteneva il record di distanza precedente».


fonte:ilmessaggero.it

giovedì 22 ottobre 2009

Vaccino antisuino: the dark side of. Sapere fa bene (alla salute)


giovedì 22 ottobre
di giampatic

Misteri, veleni, accuse, smentite e dicerie hanno accompagnato la vicenda della presunta pandemia goblale da influenza suina, iniziata con le morti in Messico e approdata qualche giorno fa alla prima vaccinazione italiana. Di chi fidarsi?


Il vaccino è stato infatti somministrato giovedì 15 ottobre scorso, con insolito anticipo di un mese sui programmi, ad un medico responsabile dell’Igiene Pubblica di Milano e sarebbe proseguito in questi giorni sul personale medico sanitario delle strutture pubbliche, sugli addetti ai servizi amministrativi della Sanità, sul personale delle Poste italiane e su quello della Telecom. Poi, ha fatto sapere il Ministero del Welfare, verranno vaccinate le “persone a rischio” di età compresa tra i 2 e i 65 anni. Senonchè si viene a sapere che, paradossalmente, il 60% dei medici italiani non intende sottoporsi alla vaccinazione anti A-H1N1, cosa che il viceministro Fazio non vede come un fallimento poiché, spiega, i medici che vi si sottoporranno raggiungeranno comunque una percentuale “molto più alta rispetto al 20% che registriamo normalmente contro l’influenza stagionale”.

Questo non spegne il dubbio sul perché la stragrande maggioranza dei medici italiani non si vaccinerà contro quest’influenza che pure è stata descritta alla maniera di una peste del secolo. E sul perché molti di questi medici la sconsiglino decisamente anche ai loro pazienti. Come Roberto Santi medico dell’Asl di Genova che dichiara: «L´influenza comune ogni anno uccide mezzo milione di persone nel mondo e nessuno ne parla, mentre l´aviaria, sulla quale è stata montata la stessa campagna della suina, ha provocato 250 decessi in 10 anni». Nel suo ospedale, il "San Martino", alla campagna di vaccinazione aderisce soltanto il 10% del personale medico. E Renato Giusto, segretario provinciale a Savona dello Smi (Sindacato medici italiani) aggiunge: «Il vaccino contro l’influenza suina non è stato sperimentato a sufficienza. Potrebbe avere gravi effetti collaterali. Ho sempre creduto nei vaccini sperimentati bene, non in quelli creati in fretta. Io per primo non mi vaccinerò». Se le cose stanno così, la vicenda necessita decisamente di essere approfondita.

Mentre da un lato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia delle Nazioni Unite per la salute dei “terrestri”, ha dichiarato l’11 giugno scorso, con esagerato interventismo, un’emergenza pandemica globale del più alto livello, cioè il livello 6, molti sono stati i ricercatori e i medici che, invece, in diversi paesi, hanno smentito l’allarme, gonfiatosi come una bolla già dalla primavera scorsa, secondo il quale il virus sarebbe particolarmente pericoloso e avvezzo alla mutazione. Gli scienziati “pompieri” presentano l’influenza A- H1N1 come un malanno alla stregua delle solite influenze stagionali, che pure lasciano ogni anno la loro “regolare” scia di decessi. E qualcuno di questi, stupito dell’ingiustificata emergenza, si è spinto anche oltre la semplice smentita della più alta istituzione sanitaria del pianeta, prospettando addirittura uno scenario in cui i cittadini potrebbero essere costretti a prendere un vaccino tossico contro "l’influenza suina", essere messi in quarantena e venire limitati nei loro spostamenti, poiché l’OMS, il cui parere è vincolante su tutti i 194 paesi aderenti, dichiarando un’emergenza pandemica globale del più alto livello, permetterebbe di attivare una sorta di legge marziale globale. I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l’intenzione di voler vaccinare (obbligatoriamente?) l’intera popolazione, gli Stati Uniti d’America almeno il 50% e in Italia dal ministero del Welfare fanno sapere che una doppia dose -non ne basterebbe infatti una soltanto per acquisire l’immunità- sarà disponibile per un numero pari ad almeno il 40% della popolazione. In ogni caso le immagini di magazzini rigonfi di confezioni del vaccino sono state diffuse in questi giorni dai telegiornali italiani più seguiti, a testimoniare che –bufala o non bufala- quella del virus H1M1, prima ancora di essere una pandemia si sta rivelando di certo un colossale affare per la lobby farmaceutica. Solo per il sistema sanitario italiano si calcola, in effetti, un impegno tra i 500 e i 600 milioni di euro, che finiranno nelle casse della svizzera Novartis. Mentre la banca d’investimento J.P.Morgan stima in circa 10 miliardi di dollari il giro d’affari che, tra vaccini e medicine, riguarderà la mobilitazione globale contro questa influenza; a beneficio di GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Astra Zeneca, Roche, Novartis, insomma il “cartello” delle Big Pharma. Non c’è dubbio che per loro H1M1 più che una maledizione dagli inferi è una benedizione dal cielo.

Dal momento che quella del “complotto” è ultimamente una categoria decisamente inflazionata, è indispensabile muoversi su un argomento delicato e controverso come questo con molta cautela, anche perché i fatti vengono presentati, laddove è possibile rintracciarli, con una cronologia incerta e confusa, talvolta contraddittoria. Così procedendo si scopre che, tra tante colorate e catastrofistiche chiacchere da web, ci sono anche informazioni che hanno fonti di un certo peso. Ma in Italia non una parola dal Corriere, non una da Repubblica, non una dall’Espresso, né dalla Rai e da Mediaset. Sorprendentemente ne ha parlato, al contrario, una come Romina Power che, approfittando della fama di cui gode, ha addirittura scritto una lettera aperta al ministro e al viceministro addetti alla salute. Ma neanche gli spacciatori di gossip si sono lasciati tentare dall’occasione di fare informazione. Così che è impossibile non chiedersi: come mai nessuno dei media principali finora ha fatto parola di tutta questa vicenda, che se pure dovesse non portare a nulla, è di per se già un fatto e riguarda inoltre un tema su cui i cittadini anelano di sapere? Stiamo parlando infatti di una grave denuncia esposta contro l’ONU e l’OMS, accusati di architettettare un genocidio. E se questa non è una notizia. Inoltre Jane Burgermeister, che di quella denuncia è l’autrice, non è esattamente la prima venuta; è una giornalista scientifica che ha scritto per testate prestigiose in campo medico e scientifico, come Nature, The British Medical Journal, The Scientist, Reuters Health, nonchè per The Guardian. Pare che lavorasse anche per il magazine web del Renewable Energy World, leader nel campo delle energie rinnovabili, ma che la collaborazione sia stata immediatamente sospesa dopo la denuncia penale depositata da Jane presso l’FBI dell’ambasciata degli Stati Uniti a Vienna, nel mese di giugno. La giornalista accusa l’OMS, l’ONU e diversi funzionari di istituzioni globali e governi nazionali -dalla Federal Riserve, passando per i banchieri Rockfeller e Soros fino alla Presidenza degli Stati Uniti e alla Cancelleria Austriaca- addirittura di bioterrorismo; e del tentativo di progettare il più grande crimine della storia dell’umanità. La stessa ha inoltre presentato preventivamente un’ingiunzione legale inibitoria contro l’eventuale vaccinazione coatta. Accuse pesantissime queste ma corredate, secondo la Burgermeister, da valide prove già depositate agli atti. A guadagnarle credibilità e ad avallare la possibilità che le ipotesi da lei avanzate non siano proprio il gesto di una mitomane, depone il fatto che queste denunce seguono quelle presentate nel mese di aprile contro le multinazionali farmaceutiche austriache Baxter AG, legata alla Baxter internazionale, e Avir Green Hills Biotecnologie. Secondo la Burgermeister esse avrebbero prodotto e lasciato uscire dai loro laboratori un prodotto vaccinale contro le influenze stagionali contaminato però dal virus attivo della cosiddetta influenza aviaria H5N1, allo scopo di trarre profitto da una eventuale pandemia. Sarebbe stata la stessa OMS a fornire alla Baxter il materiale virale che ha contaminato il prodotto, ben 72 kg di virus aviario, della cui presenza nel vaccino si sono accorti alcuni dei 16 laboratori della Repubblica Ceca, della Slovenia e della Germania che godono del subappaltato, tramite l’austriaca Avir Green Hills Biotecnology, per la verifica dei prodotti sulle cavie.

La pericolosa contaminazione è emersa quando il subappaltatore nella Repubblica Ceca ha inoculato il prodotto su alcuni furetti ed essi sono morti. I mammiferi, infatti, non dovrebbero morire se esposti ai virus H3N2 dell’influenza umana. A ucciderli è stato quindi qualcos’altro di non dichiarato nel prodotto. L’H5N1 appunto.

Ebbene, quelle accuse, all’apparenza fantapolitiche e complottistiche, si erano poi rivelate azzeccate. Infatti, come ha riportato Helen Branswell di The Canadian Press, la Baxter International Inc. ha riconosciuto infine, ma solo dopo la denuncia, che davvero il prodotto spedito ai laboratori era pericoloso e che effettivamente conteneva un virus attivo. Ma si è giustificata parlando di un errore. Un errore? può essere derubricato a semplice incidente il non rispetto dei protocolli di sicurezza a proposito di esperimenti bio-chimici? Il mix, scientificamente detto riassorbimento, tra un virus di influenza umana, come quello (H3N2) usato ufficialmente per il prodotto sotto esame, e un virus animale, come l’H5N1 che era “nascosto” nello stesso prodotto, può notoriamente provocare conseguenze nefaste, dal momento che se il virus H5N1 non infetta facilmente gli esseri umani, il virus H3N2 li può infettare, eccome; così se qualcuno viene a contatto con questa mistura potrebbe sviluppare un virus ibrido capace di essere trasmesso facilmente da persona a persona. Bisognerebbe essere oltremodo sprovveduti per interpretare come una semplice casualità la convivenza promiscua dei due virus nello stesso laboratorio Baxter di Orth-Donau, dal momento che quella della mescola tra virus umani e animali è la via maestra per le pandemie. Invece di rispondere dettagliatamente alle domande della stampa austriaca su come questo sia potuto accadere, il responsabile delle comunicazioni della Baxter, Christopher Bona, ha detto, con probabile faccia tosta, di non poter rivelare molto per non rischiare di diffondere informazioni brevettate sul processo di produzione nei laboratori della company.

Questo quanto emergeva dalla denuncia di aprile. La seconda denuncia della Burgermeister, datata 10 giugno 2009 e composta da un dossier di 69 pagine, invece mira molto più in alto e sfiora l’incredibile. Tanto incredibile che nessuno, ai livelli istituzionali, ha sentito l’urgenza di informare nessuno. Per la combattiva giornalista, questa volta, gli enti e i personaggi di cui sopra, coinvolti nell’accusa, utilizzando la "febbre suina" come pretesto, avrebbero premeditato l’omicidio di massa della popolazione degli Stati Uniti attraverso la vaccinazione forzata.
In risposta alle interrogazioni nel parlamento austriaco del 20 maggio sul perché non fosse seguita alcuna indagine da parte dell’OMS, dell’UE o delle autorità sanitarie austriache all’ “incidente” nei laboratori Baxter, infatti, il ministro della Sanità austriaco, Alois Stöger, aveva candidamente risposto che l’incidente non era stato trattato come una violazione alle norme sulla biosicurezza, come era logico che fosse, ma come un reato contro il codice di veterinaria. Così un medico veterinario era stata inviato al laboratorio per una breve ispezione e la storia si era chiusa lì. Ma poiché la diffusione del mix di virus è un passo essenziale per dar luogo a una pandemia che consenta all’OMS di dichiarare il livello 6, la Burgermeister

Burgermeister rivela, a mo’ di esempio, la vicenda un vaccino contro l’influenza aviaria che, durante l’estate del 2008, era stato approvato dalla Novartis nonostante avesse ucciso, in Polonia, 21 barboni che si erano prestati al test e quindi potesse a pieno titolo rientrare giuridicamente tra quelle che la legge americana definisce armi biologiche. I media controllati dalla lobby, secondo la giornalista scientifica, chiuderebbero il cerchio diffondendo notizie allarmistiche per convincere la popolazione degli Stati Uniti a vaccinarsi.

La Burgermeister punta il dito sul rafforzamento, avvenuto nel 2008, di leggi e regolamentazioni ideate per togliere ai cittadini statunitensi il diritto costituzionale di rifiutare in talune circostanze, ad esempio, un’iniezione. Secondo la sua ricostruzione il tutto concorre a un programma che prevede l’uso di “armi biologiche” travestite da cure, progettato per attuare stragi di massa e ridurre la popolazione mondiale nei prossimi dieci anni.
ipotizza che la superficialità con cui la vicenda era stata silenziata nascondesse altro. Nel suo dossier elenca le leggi e i decreti che avrebbero permesso all’ONU e all’OMS di assumere il diretto controllo sulla Sanità degli USA nel caso di pandemia e di applicare la vaccinazione obbligatoria sulla popolazione. Allega documenti atti a comprovare che sia l’influenza aviaria che quella suina, non esistendo in natura, siano state costruite in laboratorio da grandi compagnie farmaceutiche, usando i finanziamenti dell’OMS, di alte agenzie governative e di “filantropi” come Rockfeller e Soros. I virus sarebbero stati così creati e messi in circolazione con la complicità dell’OMS e a profitto di chi avrebbe provveduto poi alla fornitura dei vaccini. Nel dossier consegnato all’FBI si sottolinea come i dati relativi ai decessi registrati per l’“influenza suina” non siano coerenti e si avanzano sospetti sul modo in cui è stato documentato il numero dei “decessi”, dal momento che i sintomi della suina sarebbero indistinguibili da quelli di altre influenze o di un comune raffreddore. E in ogni caso, stando ai numeri attuali, non si sarebbero verificate le cifre limite per dichiarare la pandemia; che potrebbe invece esplodere grazie a eventuali vaccinazioni di massa con prodotti contaminati, come quello dei laboratori Baxter di Orth-Donau.

Le accuse sin qui passate in rassegna sono abnormi; motivo in più per cui le autorità competenti e l’informazione ufficiale avrebbero dovuto avviarne una verifica, piuttosto che insabbiarle del tutto, com’è invece avvenuto. Qualcosa in realtà è trapelata. Sul Daily Mail del 15 agosto, un articolo di Jo Macfarlane riferiva di aver intercettato una lettera riservata, inviata dal Governo Inglese in data 29 luglio 2009 a 600 neurologi, che venivano allertati circa la possibilità ’di riscontrare, nelle persone vaccinate, casi di Sindrome di Guillain-Barre’, malattia letale causata da un’infezione di origine batterica o virale che può condurre a una paralisi progressiva e ascendente, dagli arti inferiori a quelli superiori. Già nel 1976, infatti, quando a causa di un’influenza, anch’essa suina, i media seminarono il panico nella popolazione statunitense e indussero numerose persone a vaccinarsi, morirono più persone a causa del vaccino che a causa della pandemia. In quel caso, la Sindrome di Guillain-Barré riscontrata sulle vittime fu subito collegata alle sostanze di cui era composto il materiale vaccinico e l’amministrazione americana si vide costretta a ritirare il vaccino dopo 10 settimane di somministrazione e a rimborsare le famiglie delle vittime. Anche questa volta il vaccino non è stato sufficientemente testato e nessuno ha ancora realizzato l’isolamento del virus tramite microscopio elettronico, come impone la procedura standard scientificamente accettata. Questa è la ragione per cui non sarà distribuito attraverso le farmacie, essendo privo del foglietto di avvertenze, indispensabile per il commercio, e che viene autorizzato solo al termine della procedura classica. Perché allora l’OMS e gli stati nazionali hanno concesso il via libera per la vaccinazione? E perché Kathleen Gilligan Sebelius, segretario alla Salute e ai Servizi Umani di Obama, ha firmato a luglio un decreto che garantisce l’immunità giuridica alle case produttrici del vaccino?

Il farmacologo Silvio Garattini, luminare riconosciuto e direttore dell’Istituto Mario Negri, in un’intervista rilasciata nel mese di Luglio all’ANSA dichiarava, senza peli sulla lingua, che la presunta pandemia si fonderebbe su alcune "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno". Aggiungeva che "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa". Se invece il virus dovesse subire mutazioni, conclude il professore, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". L’unica cosa che in tutta la vicenda salta all’occhio è che "al momento c’é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche".

L’unico dubbio ancora completamente irrisolto è, a questo punto: la salute dei cittadini è più minacciata dall’OMS, dalle case farmaceutiche, dalle autorità sanitarie nazionali, dai media che ci tengono all’oscuro di quasi tutto o, infine, dall’influenza suina?


fonte:agoravox.it

INGREDIENTI DEI VACCINI PER L'INFLUENZA SUINA 2009


Riporto l'elenco incompleto, ma non per questo meno interessante, degli ingredienti del vaccino, che cambia un po' in ogni ditta produttrice.In tempo di guerra, non si butta niente...noi spendiamo 400 milioni per comprarli, qualcuno crede che si tratti di antinfluenzale, ma... è più una campagna per lo sfoltimento demografico...

20 Ottobre 2009

GLAXOSMITHKLINE

ADIUVANTE ALLUMINIO: un composto contenente alluminio. Rilascia un antigene (una sostanza attiva che è in grado di generare una risposta immunitaria maggiore dal corpo, e quindi lo fa reagire con i prodotti di tale risposta), causando forti reazioni che possono compromettere il sistema immunitario. E' stato associato alla Sindrome della Guerra del Golfo che ha causato enormi danni permanenti a migliaia di militari. L'alluminio è una causa nota di disfunzione cognitiva.

AS03: SQUALENE, l'adiuante di cui la GlaxoSmithKline detiene i diritti di proprietà (dopo parliamo dello squalene)

DARONRIX: vaccino della Glaxo dell'influenza aviaria H5N1

FOSFATO DISODICO: una polvere bianca, solubile in acqua salata. E' usato come additivo anti-agglomerante. Questa sostanza chimica inorganica è usata anche come fungicida e microbicida.

FORMALDEIDE: una nota sostanza cancerogena e tossica per l'apparato riproduttivo e per lo sviluppo. E' interessante notare che nel 2007 la California ha utilizzato più di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle 50 più importanti coltivazioni sparse nel suo territorio.

OCTOXYNOL 10: (anche noto come Triton X-100) un detergente, emulsionante, umidificante e antischiuma. (L'Octoxynol-9 è uno spermicida.) Può alterare l'attività metabolica, danneggiare le membrane, e causare un rapido declino delle funzioni delle cellule.

POLISORBATO 80: Conosciuto anche come Tween 80. E' usato come emulsionante nei cosmetici, ed è uno degli ingredienti del Gardasil, il vaccino contro il cancro al collo dell'utero che viene imposto o promosso alle adolescenti. Questo ingrediente è noto per provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock anafilattici che possono essere mortali. Finora sono stati segnalati 28 morti a causa del Gardasil.

CLORURO DI SODIO: sale da tavola raffinato. Il sale naturale è un complesso minerale che equilibra l' acqua dentro e fuori le nostre cellule. Al contrario il sale raffinato, cloruro di sodio, viene trattato chimicamente e contiene molte altre sostanze chimiche nascoste che distruggono le proprietà curative del sale naturale. Il corpo può ottenere la maggior parte del suo fabbisogno giornaliero da una dieta con alimenti biologici che escluda gli alimenti lavorati.

SQUALENE: un olio naturale ricavato dagli squali (per lo più si trova nel fegato). Lo squalene introdotto (ne abbiamo anche nel corpo umano) induce infiammazioni croniche mediate dal sistema immunitario, in particolare delle giunture, che i medici chiamano artrite reumatoide. Le conseguenze sulle persone che hanno già una infiammazione prodotta dal sistema immunitario non sono irrilevanti, come pure l'insorgenza di nuovi casi di lupus e stanchezza cronica. Lo squalene viene aggiunto a tutti i nuovi vaccini. E' associato alle migliaia di militari che hanno contratto la "Sindrome del Golfo" e hanno subìto danni irreparabili del sistema immunitario, compreso lupus, sclerosi multipla, fibromialgia e artrite reumatoide.

THIMEROSAL: ( MERCURIO) Lo si trova in tutte le dosi multiple di vaccini. Qualsiasi quantità di mercurio è altamente tossica. Non esiste un livello di sicurezza. Questo è stato più volte associato ai tassi crescenti di autismo, sclerosi multipla, e ADHD.

VITAMINA E: Questa vitamina antiossidante aiuta a proteggere le funzioni dei globuli rossi del sangue, e contribuisce a ossigenare i nostri tessuti. Le fonti migliori sono gli oli vegetali pressati a freddo ottenuti dal germe di grano, semi di girasole e di cartamo da coltivazioni biologiche. La vitamina E ricavata dal mais o dalla soia ora proviene spesso da fonti geneticamente modificate, e puoi stare certo che i vaccini contengono quella.

BAXTER INTERNATIONAL - vaccino: CELVAPAN, contro l'influenza pandemica H5N1 [ma è l'aviaria, non la suina!!!!!

NOTA: Gli effetti collaterali includono: cefalea, capogiri, vertigini, nasofaringite, brividi, stanchezza, malessere, dolore nella zona di iniezione.

Non ci sono indicazioni sulla dose di vaccinazione del CELVAPAN e sulla frequenza della somministrazione per i minori di 18 anni e per le persone che hanno malattie autoimmuni.Ingredienti del vaccino: delle cellule in coltura sono prese da una specie di scimmie, chiamata Scimmia Verde Africana, attraverso un processo con cellule "Vero" (nome dato a stirpe di cellule inizialmente prelevate dalla scimmia verde), invece del tradizionale sistema basato sulle uova. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati responsabili della trasmissione di virus, tra cui l'HIV e la poliomielite.

La Baxter ha posto una richiesta di brevetto su un processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantità di virus infettivi, che vengono poi raccolti, inattivati con formaldeide e luce ultravioletta e detergenti.La Baxter ha prodotto tutti i componenti del vaccino per l'H5N1 (influenza aviaria) in una stirpe di cellule "Vero" derivate dal rene di una scimmia verde africana. I dettagli della produzione di questo vaccino non sono ancora stati resi accessibili al pubblico.

VACCINO COMPLETO PER L'H5N1, ottenuto da cellule "Vero" (Vedi sopra).
TROMETAMOLO: noto anche come Tris o Tham. Un composto organico che può essere nocivo se inalato. Evitare il contatto con gli occhi, la pelle, e i vestiti. Effetti a lungo termine: nessun dato. Informazioni ecologiche: nessun dato.

CLORURO DI SODIO POLISORBATO 80, e acqua per l'iniezione. (di che tipo? con il cloro?)


NOVARTIS INTERNATIONAL AG - nome vaccino: Focetria, o chiamato con il suo nome comune: vaccino contro la pandemia influenzale. Brevettato l'8 maggio 2007.

NOTA: Gli effetti collaterali sono: mal di testa, sudorazione, dolori articolari, malessere febbre, brividi, e il dolore nell'area di iniezione.

Ingredienti del vaccino: VIRUS: l'azienda sta utilizzando una linea cellulare proprietaria. (Non si sa se vengono impiegati tessuti di cane o di scimmia verde)Utilizzando questo processo, invece di far crescere i ceppi del virus nelle uova di gallina, ha drasticamente ridotto il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino nei suoi laboratori in Germania.

Il Focetria non deve essere somministrato a pazienti che hanno una reazione anafilattica (reazione grave) a uno dei componenti del vaccino, o di qualsiasi sostanza in tracce nel vaccino, come uova, proteine di pollo, kanamicina, neomicina (due antibiotici), formaldeide, bromuro di cetiltrimetilammonio (CTAB, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili e strumenti) e polisorbato 80. Il foglio dei dati sulla sicurezza del CTAB riporta che le sue proprietà chimiche, fisiche e tossicologiche non sono state investigate esaurientemente ma è irritante per le mucose e il tratto respiratorio superiore. E' catalogato anche come diserbante e microbicida.

SQUALENE: vedi sopra.

MF59: Un adiuvante proprietario a base di olio che contiene Tween 80, Span85, e squalene. L'MF59 ha sostanzialmente una più elevata reattività genetica e tossicità sistemica di quella dell'allume. Questo adiuvante fa parte di una nuova generazione di potenti booster per i vaccini. I precisi meccanismi d'azione della maggior parte degli adiuvanti sono ancora solo parzialmente compresi. Studi sui ratti con adiuvanti a base olio hanno dimostrato gravi reazioni tra cui paralisi, deformazione degli arti, malattie autoimmuni, gravi forme di artrite e gravi effetti sul sistema immunitario. La FDA al momento non ha ancora approvato il suo utilizzo in qualsiasi vaccino.

SPAN85: brevettato dalla Chiron (acquistata da Novartis). Il suo nome chimico è Sorbitano Trioleato. Si tratta di un liquido oleoso usato in medicina, nell'industria tessile, nei prodotti cosmetici, nelle vernici come emulsionante, antiruggine e addensante. Alcune fabbriche in Cina si sono specializzate esclusivamente nella produzione di Tween 80 e Span 85. Questo prodotto chimico è usato come pesticida. Viene anche usato come adiuvante per i vaccini ed è tossico per gli esseri umani per cancerogenicità, neuro tossicità, acuta tossicità, è tossico per l'apparato riproduttivo e contrasta lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti.


Alimentazione: se la frutta non ha più il sapore di una volta


E’ raccolta troppo acerba per durare più al lungo sugli scaffali dei supermercati o viene da troppo lontano. Per il 75% dei consumatori italiani sono queste le cause principali della progressiva scomparsa dal mercato della frutta genuina fdi una volta. Da una ricerca della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, emerge infatti che la distribuzione moderna richiede ai produttori frutti acerbi, in grado di resistere ai lunghi trasporti, di mantenersi per più a tempo sugli scaffali e di adattarsi al confezionamento in sacchetti e cestini alla rinfusa. Tutto questo a discapito della qualità del prodotto. Ecco la classifica dei frutti a rischio estinzione e quasi del tutto dimenticati dagli italiani: l’azzeruolo (conosciuto solo dal 15%), la sorba (17 %), il corbezzolo (27 %), il corniolo (32 %), la pera volpina (38 %), la giuggiola (40 %), la mora di gelso (72 %), la carruba (75 %), la nespola (82 %) e il melograno (89%).


mercoledì 21 ottobre 2009

Il Selciato del Gigante un incredibile formazione naturale


martedì 20 ottobre 2009

L'incredibile formazione del Selciato del Gigante. Sebbene questa superficie sia formata da circa 40.000 colonne di basalto sembri artificiale, è invece solamente il risultato di una antica eruzione vulcanica nella contea di Antrim. Le colonne sono con sei, con quattro, cinque, sette e otto lati. Questa formazione fa riflette su come sia facile cadere nell'errore di scambiare una formazione naturale per una artificiale. Sicuramente questo sito è uno dei più belli di quelli presenti in Irlanda del Nord o, forse, del mondo intero

La storia

Il Selciato del gigante (in inglese Giant's Causeway, talvolta non tradotto in italiano) è un affioramento roccioso naturale situato sulla costa nord est irlandese a circa 3 km a nord della cittadina di Bushmills, nella contea di Antrim in Irlanda del Nord. È composto da circa 40.000 colonne basaltiche, formatesi da una eruzione vulcanica circa 60 milioni di anni fa, generalmente a base esagonale, ma non ne mancano anche a quattro, cinque, sette o otto lati. Le più alte raggiungono i 12 metri d'altezza, ma alcune, essendo situate su delle scogliere, si innalzano anche per 28 metri. Le formazioni visibili ad occhio nudo sulla costa sono solo una parte del complesso, che prosegue anche nel fondale marino adiacente. Il Selciato del gigante è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1986 ed è una riserva naturale nazionale dal 1987; attualmente è di proprietà del National Trust, che lo gestisce. La straordinarietà e particolarità del posto hanno da sempre alimentato la fantasia dell'uomo. La leggenda più famosa e accettata riguardava il gigante, presente in maniera diffusissima nella mitologia irlandese, Fionn mac Cumhail (Finn McCool), che avrebbe costruito un selciato per camminare fino alla Scozia per combattere un altro gigante, Benandonner.

Una versione della storia narra che Fionn cadde in un sonno profondo prima di andare in Scozia, perciò quando Benandonner venne per cercarlo, la moglie Oonagh coprì con un drappo il marito Fionn e pretese di convincere il rivale che in realtà quello fosse il figlio piccolo. In una variante, avendo visto l'enorme stazza del nemico, è lo stesso Fionn a dire alla moglie di preparare l'equivoco. In entrambe le versioni comunque, quando Benandonner vide la mole del "bambino", pensò che il padre dovesse essere terribilmente gigantesco, e scappò a casa terrorizzato distruggendo il selciato per evitare di essere inseguito.
Un'altra versione della leggenda narra che Fionn costruì la Causeway per permettere al suo rivale di raggiungere l'Irlanda dalla Scozia. Benandonner venne sconfitto da Fionn e la Causeway, terminata la sua funzione, scomparve nell'Oceano. Altre storie meno diffuse vorrebbero che il selciato fosse stato costruito da un gigante innamorato per raggiungere la sua amata, che viveva in Scozia. Dall'altra parte del Selciato, sulla costa scozzese, l'isola di Staffa ha le stesse formazioni basaltiche, specialmente nella grotta chiamata Fingal's Cave.


In realtà la vera storia della zona è meno romantica o suggestiva.


Sessanta milioni anni fa l'intera contea di Antrim fu soggetta ad una intensa attività vulcanica, che provocò l'intrusione del basalto fuso e molto fluido attraverso dei letti di gesso, formando un vasto plateau lavico. La lava, a contatto con l'acqua e l'atmosfera, raffreddò rapidamente conformandosi nelle attuali colonne esagonali basaltiche. La "scoperta" del Giant's Causeway fu annunciata al mondo nel 1693 su un documento cartaceo per la Royal Society redatto da Sir Richard Bulkeley, un membro del Trinity College di Dublino, sebbene lo "scopritore" era in realtà, il Vescovo di Derry che aveva visitato il luogo un anno prima. Al tempo, ci furono varie discussioni sulla formazione di quel posto così particolare: ne uscirono teorie strampalate come l'esistenza di un gigante, il lavoro di uomini con cesello e picconi e qualche influenza naturale sconosciuta. Il problema fu risolto definitivamente nel 1771 quando il francese Demarest individuò un'eruzione vulcanica come origine del fenomeno. L'area è un paradiso protetto per uccelli marini come il fulmaro, i Procellariiformi, il cormorano, l'uria e la gazza marina, mentre le fessure nelle rocce ospitano molte piante rare come l'asplenio, il trifoglio zampa di lepre, la scilla verna, la festuca marina ed il celoglosso verde.


Alcune parti dell'area, esposte all'azione di eventi meteorologici da milioni di anni, richiamano vari oggetti e figure: la più famose sono senz'altro "l'Organo" e lo "Stivale del Gigante" (foto in alto), ma anche gli "Occhi del gigante", colonne più rossastre e più basse create da effusioni diverse di basalto; i "Gradini di Shepherd"; l'"Alveare", uno dei punti più caratteristici proprio a ridosso dell'oceano; l'"Arpa del Gigante"; i "Chimney Stacks" (la pila di ciminiere), alte colonne di basalto che svettano in cima alle scogliere; il "Cancello del Gigante" all'entrata dalla strada e la "Gobba del Cammello".


Sebbene le colonne basaltiche del Selciato del Gigante siano le più suggestive e famose, non sono uniche al mondo. Luoghi similari — anche se meno impressionanti — esistono in varie parti della Terra: oltre alla già citata Staffa in Scozia, ci sono Garni in Armenia, le isole dei Ciclopi, le forre laviche del Simeto, le Gole dell'Alcantara e i nek di Motta Sant'Anastasia in Sicilia, il "Cuccur'e Zeppara" in Sardegna, il Devils Postpile National Monument in California, il Devils Tower National Monument nel Wyoming, e l'"Organ Pipes" sul monte Cargill in Nuova Zelanda.

Le immagini






fonte:oopart.it

martedì 20 ottobre 2009

Atlantide, colpa di uno tsunami c'è Santorini dietro alla leggenda


inserita il 19 Ottobre 2009
fonte: Repubblica.it

Uno studio israeliano ipotizza che a ispirare i riferimenti di Platone sia stata l'eruzione di Thera. Tante le teorie finora avanzate. Gli studiosi: "Potrebbe verificarsi ancora"


Un'esplosione vulcanica gigantesca in mezzo al mare, un'onda che viaggia per centinaia di chilometri fino a raggiungere e sommergere una grossa isola dell'arcipelago greco. E' questo l'episodio apocalittico che avrebbe ispirato la leggenda di Atlantide, l'isola scomparsa di cui parlò per la prima volta Platone dei suoi Dialoghi. Secondo uno studio, a provocare l'episodio ispiratore sarebbe stato proprio uno tsunami, l'onda anomala che dal 2006 ci è tristemente familiare e che ha provocato 547 morti in Indonesia e più di 100 nelle isole Samoa.

Le isole dell'arcipelago di Santorini, 200 chilometri a sud della Grecia, sono oggi ciò che resta di quella che un tempo era un'unica isola, poi distrutta da uno dei più grandi fenomeni vulcanici della storia, la cosiddetta "eruzione minoica di Thera". Le onde si sarebbero diffuse in tutto il bacino dell'Egeo in sole due ore, raggiungendo un'altezza di circa trenta metri, ed entro due giorni sarebbero arrivate anche le ceneri riversate dall'esplosione vulcanica.

Fu insomma questo uno dei più terrificanti eventi vulcanici mai accaduti, che devastò l'isola di Thera (oggi Santorini) e con lei l'insediamento minoico ad Akrotiri. L'episodio si verificò fra il 1630 e il 1550 a. C. e secondo una ricerca dell'Istituto Interuniversitario di Scienze Marine di Eilat, in Israele, avrebbe ispirato a Platone la storia della civiltà sommersa, un tempo ricchissima e potente.

"Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme...": con queste parole, nel 421 a. C., il filosofo greco descrisse nel Timeo la leggenda di Atlantide ed è probabile che a impressionarlo sia stata proprio la catastrofe di 1000 anni prima. Gli studosi israeliani hanno infatti scoperto che lo tsunami che colpì Santorini provocò un'onda capace di estendersi per oltre 1000 chilometri, quanto basta per raggiungere le coste israeliane.

I ricercatori hanno analizzato proprio le spiagge di Israele, scavando a 20 metri sotto il livello del suolo, fino a trovare resti di sedimentazioni risalenti al momento dell'eruzione vulcanica. "Abbiamo ricostruito cosa accadde - spiega a Livescience il geoarcheologo marino Beverly Goodman - e quello che abbiamo trovato sottoterra può essere solo il risultato del deposito provocato da un'onda anomala".

Una teoria analoga è stata avanzata anche dal giornalista italiano Sergio Frau nel suo libro Le colonne d'Ercole in cui spiega che le colonne di cui parla Platone andrebbero in realtà identificate con il canale di Sicilia, e che dunque l'isola di Atlantide sarebbe in realtà la Sardegna. La scoperta, secondo i ricercatori israeliani, potrebbe in ogni caso aiutare a capire meglio gli tsunami di oggi. Un evento di portata così devastante è infatti non solo in grado di sommergere un territorio ma un'intera civiltà e, conclude Goodman, non è escluso che non possa ripetersi in futuro proprio nel Mediterraneo.

di SARA FICOCELLI
(12 Ottobre 2009)




fonte:laportadeltempo.com